Sostegno alla candidatura di Alberto Cairo al Premio Nobel per la Pace


Condivido fortemente e mi impegno a sollecitare il sostegno della Regione Piemonte alla proposta di candidatura di Alberto Cairo al Premio Nobel per la Pace 2010, il cebano che ha abbandonato una carriera che si preannunciava brillante, di avvocato, disturbato da un tarlo che lo rodeva dentro e lo spingeva a dedicarsi alla fisioterapia.

Senza pensarci troppo, decise di conseguire un diploma di specializzazione per dedicarsi alla cura e alla riabilitazione di chi un futuro non ce l’ha.
Da vent’anni vive nella capitale afghana dove dirige un laboratorio dove si producono gli arti artificiali – gambe e braccia personalizzati e numerati – che vengono adattati al fisico di chi dovrà poi indossarli per vivere in maniera più dignitosa.

È un centro nel quale lavorano a turno, uomini e donne legati da una particolarità: sono tutti ex pazienti, vittime delle famigerate “mine anti-uomo”, persone straziate dalle deflagrazioni.
In una società nella quale a “fare notizia” sono sempre e soltanto i fatti negativi spazio maggiore dovrebbe trovare la storia di un uomo che ha scelto di dedicare la vita ai meno fortunati, uomo del quale siamo fieri come piemontesi e come italiani.

Giorgio Ferraris