No al decreto Salvaliste


Il Decreto Legge n. 29 del 5 marzo 2010, conosciuto più comunemente come “Decreto salva-liste”, secondo il parere del Governo nazionale dovrebbe “consentire il corretto svolgimento delle consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi delle Regioni a Statuto ordinario fissate per il 28 e il 29 marzo 2010 tramite interpretazione autentica delle disposizioni del procedimento elettorale”, consentendo di ripresentare da lunedì 8 marzo le liste escluse dalla competizione per vizi formali oppure per il mancato rispetto dei termini di presentazione stabiliti dalla legge.

In realtà il decreto interpretativo rappresenterebbe una violazione grave ed interessata delle regole che sono sempre state alla base di una competizione elettorale democratica e che, come tali, devono essere accettate da tutti i candidati e non rigirate come fa comodo, a seconda delle proprie necessità. Che gli errori siano stati commessi da pasticcioni, persone incapaci o semplicemente troppo distratte, non cambia lo stato reale della situazione: il centro-destra non è stato in grado di presentare correttamente le liste né a Roma, né a Milano e cerca, con un decreto, di risolvere il problema, violando i principi fondamentali di una democrazia.

In questo caso chi sbaglia non paga, ma, con un escamotage, annulla, semplicemente, i propri errori, classificandoli come qualcosa di privo di importanza, mentre, in realtà, infligge un vulnus alla democrazia.
Nella storia della Repubblica italiana mai si era assistito ad un atto così plateale di arroganza politica ed istituzionale, proprio da parte di coloro che dovrebbero essere i garanti delle regole.

Il TAR del Lazio, bocciando il Decreto salvaliste, ha sicuramente aumentato caos ed incertezza, ma al tempo stesso, ha chiarito a tutti che un decreto interpretativo non può intervenire su una materia come quella elettorale disciplinata da una legge regionale e che, quello del Governo rappresenta un “golpe” non solo per giustificare gli errori di alcuni incapaci, ma addirittura per cancellarli