A proposito del nucleare e delle energie alternative

Negli ultimi anni sta emergendo nell’opinione pubblica l’esigenza di ricorrere alle materie alternative ai tradizionali idrocarburi, riaprendo l’atavica discussione sul nucleare, peraltro già dimesso a seguito di un referendum popolare. Nel contempo si va riaffermando una variegata offerta di proposte relative alle centrali biomasse per tutto l’arco della nostra Provincia.

La Giunta Regionale si è già espressa chiaramente contro la scelta governativa del nucleare, che riteniamo sbagliata economicamente e ambientalmente, e contro qualsiasi proposta di localizzazione di centrali nucleari sul territorio piemontese.

Tanto più assurda quindi l’ipotesi di individuazione del Fossanese o del Beinale per la localizzazione di una centrale nucleare, per le caratteristiche delle aree, oggetto di importanti impegni da parte delle Amministrazioni locali per valorizzarle dal punto di vista ambientale, agricolo o turistico.
Per quanto riguarda le ricorrenti proposte di centrali a biomasse che stanno spuntando in ogni angolo della provincia di Cuneo, considero legittime le preoccupazioni e le opposizioni di comitati e cittadini dei territori interessati.

L’utilizzo di legna, scarti vegetali o residui organici per produrre energia e calore è sicuramente un processo positivo, che evita che questi materiali si deteriorino o vadano a finire nelle discariche.

Queste centrali devono però essere realizzate soltanto se sono posizionate in situazioni ambientalmente compatibili, evitando localizzazioni di particolare pregio e rilevanza ambientale, a partire da quelle proposte per entrare a far parte del patrimonio universale tutelato dall’Unesco e da quelle circostanti.

Inoltre ritengo che il dimensionamento delle centrali a biomasse debba essere rapportato alle materie prime realmente disponibili in un’area di pochi chilometri, per evitare che il beneficio ambientale dell’utilizzo di fonti rinnovabili sia annullato dalle emissioni prodotte dal trasporto dei materiali da eccessive distanze.

Anche per quanto riguarda la costruzione di centrali per l’utilizzo del legname di scarso pregio proveniente dai boschi delle nostre vallate, penso che la tecnologia attuale consenta di realizzare centrali, di potenza medio – piccola per produrre energia e calore, adeguate alle situazioni dei territori locali, utilizzando esclusivamente e quindi valorizzando il patrimonio boschivo delle aree di insediamento.

Giorgio Ferraris